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News – Elezioni comunali Modena 2019

Maggiore sicurezza, welfare e integrazione. Antonio Montanini incontra le Associazioni femminili

Con spirito concreto e propositivo, Antonio Montanini, candidato sindaco per CambiAMOdena, ha presentato stamattina alle Associazioni femminili riunitesi alla Casa delle donne per un confronto sui propositi futuri, le sue intenzioni sui vari temi che ruotano attorno all’universo donna, dalla sicurezza, all’agevolazione del part-time, dalla richiesta di prolungamento degli orari degli asili nido e materne fino al sì alle quote rosa “ma come punto di partenza – precisa Montanini – non di arrivo per la parità di genere.”

Tra le altre proposte: una città sicura a dimensione donna, lotta al racket della prostituzione e della schiavitù, piano di protezione “a lungo termine” per chi è vittima di violenze e le denuncia, istituzione di un tavolo di confronto con associazioni femminili, sindacati e associazioni imprenditoriali per orari di lavoro più flessibili, promozione del telelavoro e individuazione di forme di lavoro a domicilio, welfare. Per finire, Antonio Montanini propone un piano di assistenza a lungo termine della fase post parto e l’impegno, verificato il bilancio, di procedere al più presto alla pubblicazione del bando per l’avvio dei lavori alla preziosa struttura “Casa delle donne, Villa Ombrosa.

Maggiore sicurezza, welfare e integrazione. Questa è la promessa elettorale formalizzata stamattina davanti alle Associazioni femminili. Secondo Montanini, pur ricoprendo un ruolo fondamentale nella comunità, alla donna non vengono ancora fornite risposte adeguate alla soluzione di tanti problemi che la riguardano. Bisogna offrirle opportunità per renderla indipendente e protezione per farla sentire sicura. La donna non può essere lasciata sola nell’organizzazione familiare, nell’assistenza a bambini, anziani e malati, nel fronteggiare violenze psicologiche e fisiche che possono sfociare in uno sfruttamento che diventa schiavitù (spesso legata alla prostituzione e alle mafie). Non può essere lasciata sola quando è immigrata e deve integrarsi.on può essere lasciata sola quando lotta per affermarsi nel mondo del lavoro. “La donna va tutelata invece – dice Montanini – nella famiglia, nel lavoro, nella società più in generale perché tutelando la donna tuteliamo, indirettamente, la coesione sociale della nostra comunità.”